Gli indici di redditività sono come le analisi del sangue per le imprese: non dicono tutto, ma se sballano troppo, qualcosa non va. Il problema? Spesso sono spiegati come se ti volessero punire per aver fatto il liceo classico. Invece no: si possono capire anche senza laurea in economia, anzi, possono diventare persino interessanti. E utili.
Sì, anche divertenti (più o meno).
In questa guida ti porto nel mondo del ROI, del ROE e del ROS. No, non sono tre fratelli finlandesi, ma tre indicatori fondamentali per sapere se un’azienda sta andando bene… o sta semplicemente sopravvivendo con stile.
Cosa sono gli indici di redditività
Partiamo dall’inizio. Un’azienda può anche vendere milioni in prodotti o servizi, ma se poi spende troppo, gestisce male le risorse o si affida a prestiti per coprire i buchi, può comunque essere una nave che affonda lentamente.
Gli indici di redditività servono a rispondere a una domanda tanto semplice quanto cruciale:
“Ma quindi, ci stai guadagnando davvero o no?”
Sono formule matematiche che, attraverso i dati di bilancio, ci dicono se l’impresa è efficiente nel trasformare le sue risorse in profitto.
Chi li usa?
- Gli imprenditori (speriamo).
- Gli investitori.
- Le banche.
- Gli analisti.
- Gli studenti di economia che cercano di passare l’esame al primo colpo.
- E anche chi è solo curioso di capire se l’azienda del cugino “che fa un sacco di soldi” è davvero sostenibile.
Perché gli indici di redditività sono importanti
Perché la redditività è ciò che distingue un’azienda di successo da una che vive alla giornata.
- Un’azienda redditizia ha margini per investire, innovare, pagare meglio i dipendenti e affrontare le crisi.
- Una non redditizia… può sembrare brillante, ma è come una macchina truccata: prima o poi si ferma.
Conoscere gli indici di redditività serve per:
- Capire dove migliorare
- Pianificare meglio gli investimenti
- Prevenire i disastri finanziari
- Comunicare solidità a investitori e banche
Ma andiamo al cuore: i tre indici fondamentali.
ROI: Return On Investment

Cos’è il ROI?
Il ROI misura quanto guadagna l’azienda in relazione al capitale investito. È il preferito da chi ha messo i soldi e vuole sapere se l’investimento sta rendendo. Come dire: “Quanto mi torna in tasca da ogni euro messo?”
Formula del ROI
ROI = Reddito operativo / Capitale investito × 100
Attenzione: si usa il reddito operativo, cioè il risultato prima di imposte, interessi e componenti straordinari. In pratica, si misura l’efficienza operativa pura.
Esempio pratico
Hai investito 200.000 euro nella tua azienda. A fine anno, hai un reddito operativo di 30.000 euro.
ROI = 30.000 / 200.000 × 100 = 15%
Quindi per ogni euro investito, ti tornano 15 centesimi. Se vendi gelati, è buono. Se fai ingegneria aerospaziale, forse un po’ pochino.
Pro e contro
Pro
- Misura l’efficienza dell’impresa
- Utile per confronti tra aziende diverse
Contro
- Non considera la struttura finanziaria
- Non tiene conto delle imposte o degli interessi
- Può essere ingannevole se il capitale investito è gonfiato da immobilizzazioni poco produttive
ROE: Return On Equity
Cos’è il ROE?
Il ROE ci dice quanto rende il capitale proprio dell’impresa. Cioè: “Quanto guadagna chi ci ha messo i soldi davvero, non la banca?”
Formula del ROE
ROE = Utile netto / Patrimonio netto × 100
Usa l’utile netto, quindi tiene conto di tutte le voci: tasse, interessi, risultati straordinari.
Esempio pratico
Hai messo 100.000 euro in azienda e, dopo un anno, hai un utile netto di 20.000 euro.
ROE = 20.000 / 100.000 × 100 = 20%
Ottimo! Significa che il tuo capitale proprio frutta più di qualunque conto deposito. Ma occhio a un dettaglio…
Attenzione all’effetto leva
Un ROE molto alto potrebbe derivare da un patrimonio netto basso, cioè da un’azienda molto indebitata. È come guidare a 200 all’ora: finché non sbagli curva, va tutto bene.
ROS: Return On Sales
Cos’è il ROS?
Il ROS misura quanto profitto operativo si ottiene da ogni euro di ricavi. In parole povere: “Quanto mi resta in tasca per ogni vendita?”
Formula del ROS
ROS = Reddito operativo / Ricavi × 100
È un indice di margine operativo, ideale per valutare l’efficienza delle vendite.
Esempio pratico
Hai un fatturato annuo di 500.000 euro, e il reddito operativo è 50.000 euro.
ROS = 50.000 / 500.000 × 100 = 10%
Vuol dire che per ogni euro venduto, ti restano 10 centesimi. Non male, ma può migliorare.
Differenze tra ROI, ROE e ROS
| Indice | Cosa misura | Focus | Vantaggio | Rischio |
|---|---|---|---|---|
| ROI | Redditività degli investimenti | Capitale investito | Efficacia generale | Può trascurare i debiti |
| ROE | Redditività del capitale proprio | Patrimonio netto | Interesse per gli azionisti | Può essere “drogato” dall’indebitamento |
| ROS | Redditività delle vendite | Ricavi | Efficienza operativa pura | Non considera interessi e tasse |
Come leggere correttamente gli indici
Un indice da solo dice poco. Bisogna sempre:
- Confrontarlo nel tempo: sta migliorando o peggiorando?
- Paragonarlo con altri del settore: 15% può essere ottimo per un’industria pesante, scarso per un servizio digitale
- Leggerlo insieme agli altri indici: ROI alto e ROE basso? Forse troppi debiti. ROS alto ma ROE in picchiata? Forse troppe tasse o interessi.
Esempio completo: la ditta “Pomodori & Strategie S.r.l.”

- Ricavi: 1.000.000 €
- Reddito operativo: 120.000 €
- Utile netto: 80.000 €
- Capitale investito: 600.000 €
- Patrimonio netto: 250.000 €
Calcoliamo:
- ROI = 120.000 / 600.000 × 100 = 20%
- ROE = 80.000 / 250.000 × 100 = 32%
- ROS = 120.000 / 1.000.000 × 100 = 12%
Apparentemente, sono numeri da applauso. Ma se il patrimonio netto è così basso perché si vive di debiti, allora la situazione non è così rosea.
E quando gli indici non bastano?
Gli indici di redditività non:
- valutano la solvibilità a breve
- mostrano la solidità patrimoniale
- anticipano crisi future se non li si legge in prospettiva
Per questo servono altri indici complementari: di liquidità, rotazione, struttura finanziaria… ma di quelli parleremo in un altro articolo. Promesso: anche lì con ironia.
Conclusioni: perché conviene capirli (davvero)
Imparare a leggere gli indici di redditività non è roba da contabili tristi. È un superpotere.
Ti permette di valutare un’azienda a colpo d’occhio, di capire se sta crescendo bene o si sta solo gonfiando come una bolla.
E se sei tu l’imprenditore, ti aiuta a non vivere di illusioni.
E poi vuoi mettere la soddisfazione di dire a qualcuno:
“Guarda che il tuo ROE è alto solo perché sei pieno di debiti, mica perché sei bravo…”
Dove approfondire: bilanci reali e strumenti utili
Per chi desidera sporcarsi davvero le mani con i numeri (metaforicamente, si spera), è utile sapere che i bilanci delle società di capitali sono pubblici e consultabili online. Puoi trovare quelli che ti interessano sul portale ufficiale del Registro delle Imprese, nella sezione dedicata al deposito dei bilanci: una vera miniera d’oro per chi vuole verificare dati reali, e non solo impressioni da caffè al bar.
E se vuoi continuare il tuo viaggio nel mondo dell’analisi finanziaria con un altro tassello fondamentale, ti consiglio di leggere il nostro approfondimento sulla riclassificazione dello stato patrimoniale: ti aiuterà a leggere i bilanci con uno sguardo ancora più preciso (e consapevole).