Che cos’è l’uranio e perché l’Iran preoccupa l’IAEA: cos’è l’arricchimento

L’uranio è un metallo pesante e radioattivo, scoperto nel 1789. Si trova in natura principalmente nei due isotopi: U‑238(circa 99,275%) e U‑235 (circa 0,72%), quest’ultimo cruciale per le reazioni nucleari a catena. L’arricchimento dell’uranio consiste nell’aumentare la concentrazione di U‑235, attività legittima per reattori civili se mantenuta entro il 3‑5%, ma per scopi militari richiede livelli ben superiori, fino all’85‑90% per una bomba atomica come quella sganciata su Hiroshima.

Arricchimento dell’uranio: centrifughe e usi civili

Il metodo più utilizzato è la centrifugazione a gas con esafluoruro di uranio (UF6), dove in una cascata di centrifughe gli isotopi più leggeri (U‑235) si separano da quelli più pesanti (U‑238). A fini civili si arricchisce fino al 3‑5%, sufficiente per i reattori di potenza. Se spinto tra il 15 e il 20%, diventa utile alla propulsione nucleare navale, mentre oltre l’85% entra nel campo delle armi.
Dall’uranio naturale si ottengono circa 1 kg di U‑235 al 5% per ogni 12 kg di materiale estratto, con 11 kg di scarto: l’uranio impoverito (altamente denso e utile, ad esempio, come zavorra o per proiettili perforanti).

Iran e arricchimento: cosa dice l’AIEA

Negli ultimi mesi, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA) ha segnalato che l’Iran ha superato i limiti legali dell’arricchimento. In particolare, è stato accertato l’uso di centrifughe avanzate per arricchire uranio al 60%, vicino al livello “quasi militare”. Secondo l’AIEA, l’Iran possiede almeno circa 400 kg di uranio a questo grado di arricchimento, un quantitativo potenzialmente sufficiente per produrre circa nove armi nucleari.

Il 12 giugno 2025, il Consiglio dei Governatori dell’IAEA ha emesso una risoluzione – la prima in quasi vent’anni – dichiarando l’Iran in violazione degli obblighi del Trattato di Non-Proliferazione (TNP), per la mancanza di chiarimenti su tracce di uranio in siti non dichiarati. I rapporti dell’IAEA sottolineano che una maggiore produzione di uranio ad alta concentrazione riduce i tempi necessari a raggiungere il grado d’arma, aumentando la pressione sui controlli internazionali.

Ultimi aggiornamenti dall’IAEA (in inglese)

Le strutture iraniane colpite: Isfahan, Natanz, Fordo

Tra il 13 e il 23 giugno, l’Iran ha subito raid militari — da parte di Israele e Stati Uniti — su numerosi siti nucleari, tra cui Natanz, Fordo e Isfahan.

  • A Natanz sono stati colpiti gli impianti di arricchimento e le infrastrutture elettriche. L’IAEA ha segnalato una contaminazione chimica interna e danni nella struttura sotterranea, ma nessun impatto radiologico esterno.
  • Fordo, interamente in galleria, ha subito bombardamenti pesanti: il direttore generale Grossi ha definito “molto significativi” i danni e ha chiesto ufficialmente accesso per valutare le scorte di uranio.
  • A Isfahan, diverse strutture (laboratori, impianto di conversione, ricerca) risultano lesionate. L’Agenzia non ha rilevato per ora fughe radioattive.

L’IAEA ha inoltre evidenziato la possibilità che l’Iran abbia spostato riserve critiche prima dei bombardamenti.

Le richieste dell’IAEA: trasparenza e accesso

In risposta all’emergenza, il direttore generale Grossi ha richiamato la comunità internazionale a favorire il ritorno degli ispettori IAEA in Iran per:

  1. verificare le scorte arricchite, in particolare i 400 kg al 60%,
  2. monitorare i siti colpiti, per accertare danni e contaminazioni,
  3. rafforzare la supervisione, in accordo con il TNP.

Grossi ha ribadito: “Non saremo più sicuri se ci saranno più armi nucleari in più Paesi”.

Il quadro geopolitico: escalation e possibili scenari

L’escalation militare in Medio Oriente, tra attacchi a impianti nucleari e bombardamenti d’Israele e USA, ha generato un cessate il fuoco approssimativo. Ma gli analisti avvertono: i raid possono ritardare, non eliminare la capacità nucleare iraniana, che possiede conoscenze e materiali per riorganizzarsi in tempi brevi.

Il ritorno al tavolo diplomatico è urgente: senza trasparenza e monitoraggio IAEA, si rischia una spirale di sospetti, dure sanzioni e un forte indebolimento del regime di non-proliferazione nucleare.

Conclusioni: uranio, controllo e futuro della non-proliferazione

  • L’uranio arricchito, specie al 60%, è al limite tra uso civile e militare: sotto stretta sorveglianza nazionale e internazionale.
  • La centrifugazione consente concentrazioni controllate, ma richiede trasparenza per garantire scopi pacifici.
  • L’Iran ha elevato l’arricchimento e superato limiti stabiliti dal TNP, suscitando misure di condanna e pressione diplomatica.
  • I bombardamenti su Natanz, Fordow, Isfahan hanno danneggiato impianti, ma lasciano aperti dubbi sulle scorte e progressi nucleari.
  • Proposta IAEA: permettere agli ispettori di ritornare, certificare il materiale e sostenere la pace.

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Per ulteriori dettagli e aggiornamenti ufficiali, visita il sito dell’IAEA.

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