Quando sentiamo pronunciare la parola “cisgender” molti di noi si ritrovano a pensare, con lo stesso spaesamento di Don Abbondio ne I Promessi Sposi: “Cisgender, chi era costui?”. Proprio come accadde al buon curato con Carneade, anche oggi, davanti ai nuovi termini che arricchiscono il nostro vocabolario sociale e culturale, ci troviamo spesso confusi e a volte anche un po’ spaesati. Eppure, comprendere il significato di “cisgender” è fondamentale per muoversi con consapevolezza nel dibattito attuale su identità, inclusione e rispetto delle diversità.
In questo articolo ti guiderò alla scoperta del termine “cisgender”, spiegandone il significato, le differenze con “transgender”, i rapporti con altre parole chiave come “eterosessuale” e “cisessuale”, e offrirò uno sguardo sociologico sull’importanza di una terminologia inclusiva. Infine, ti spiegherò perché rivolgersi a uno psicologo o a un counselor può essere un passo prezioso per comprendere e vivere pienamente la propria identità senza giudizio e senza pregiudizi.
Cosa vuol dire cisgender? Origini e significato del termine
Iniziamo dal principio: cosa vuol dire “cisgender”?
Il termine deriva dal latino “cis”, che significa “dalla stessa parte”, contrapposto a “trans”, che vuol dire “al di là”. “Gender” si riferisce invece al genere, cioè all’identità di genere di una persona, ovvero il senso profondo di essere uomo, donna, entrambi, nessuno dei due o altro ancora.
Quindi, una persona cisgender (spesso abbreviato in “cis”) è colui o colei che si identifica con il genere che le è stato attribuito alla nascita. In altre parole, se una persona alla nascita è stata registrata come maschio e si riconosce come uomo, o se è stata registrata come femmina e si identifica come donna, si definisce cisgender.
Un uomo cisgender è quindi una persona nata con caratteristiche biologiche maschili e che si identifica come uomo. Una donna cisgender è una persona nata con caratteristiche femminili e che si identifica come donna.
Questa definizione può sembrare scontata, ma in realtà è necessaria per distinguere tra chi vive una corrispondenza tra sesso assegnato alla nascita e identità di genere, e chi invece non la vive (come vedremo più avanti parlando di transgender).
Cisgender non è sinonimo di eterosessuale: attenzione alla differenza!
Uno degli errori più frequenti è confondere “cisgender” con “eterosessuale”. In realtà, i due termini non sono affatto sinonimi e indicano aspetti diversi dell’identità personale.
- Cisgender riguarda l’identità di genere, cioè il senso di appartenenza al genere maschile, femminile o altro, in coerenza con il sesso assegnato alla nascita.
- Eterosessuale invece fa riferimento all’orientamento sessuale, ovvero all’attrazione affettiva e sessuale verso persone del sesso/gender opposto.
Così, si può essere cisgender ed eterosessuali, ma si può essere anche cisgender e omosessuali, bisessuali o asessuali. Un uomo nato biologicamente maschio, che si identifica come uomo (cisgender) e che è attratto dagli uomini, sarà un uomo cisgender omosessuale.
Differenza tra cisgender e transgender: due universi da conoscere
Dopo aver chiarito il significato di cisgender, vediamo il suo opposto, cioè il termine “transgender”. Una persona transgender è colui o colei la cui identità di genere non corrisponde al sesso assegnato alla nascita.
Ad esempio, una persona nata biologicamente femmina ma che si identifica come uomo sarà un uomo transgender; viceversa, una persona nata maschio e che si identifica come donna sarà una donna transgender.
La differenza tra cisgender e transgender, quindi, sta proprio nel rapporto tra sesso assegnato alla nascita e identità di genere:
- Se coincidono: cisgender.
- Se non coincidono: transgender.
Va ricordato che il termine transgender abbraccia un ampio spettro di identità e vissuti, che possono includere anche chi non si riconosce né completamente uomo né completamente donna (persone non binarie).
Il termine cisessuale: una variante da conoscere
A volte può capitare di leggere anche il termine cisessuale. Spesso, nei contesti accademici o psicologici, “cisgender” e “cisessuale” vengono usati come sinonimi, ma esistono piccole sfumature.
Cisessuale si riferisce strettamente alla coerenza tra sesso biologico e identità di genere; cisgender include anche la dimensione sociale e culturale del sentirsi parte di un certo genere.
Uomo cisgender e donna cisgender: esempi pratici

Vediamo alcuni esempi concreti per chiarire ogni dubbio:
- Uomo cisgender: Mario nasce con caratteristiche biologiche maschili, viene educato e percepito socialmente come maschio, e lui stesso si identifica come uomo. Mario è un uomo cisgender, a prescindere dal suo orientamento sessuale (può essere eterosessuale, omosessuale, bisessuale ecc.).
- Donna cisgender: Laura nasce con caratteristiche biologiche femminili, cresce come donna e si identifica come tale. Laura è una donna cisgender.
Un esempio pratico che coinvolge la differenza tra cisgender e transgender: Anna nasce con caratteristiche maschili, ma crescendo si identifica come donna e intraprende un percorso di affermazione di genere. Anna sarà una donna transgender.
Perché questi termini sono importanti nella società di oggi?
Viviamo in una società in cui i temi dell’identità di genere, dell’inclusione e della non discriminazione sono sempre più centrali nel dibattito pubblico. Parole come cisgender e transgender servono a dare voce e riconoscimento a realtà che esistono da sempre, ma che solo negli ultimi decenni hanno trovato spazio e dignità nella discussione sociale, culturale e normativa.
Il linguaggio, lo sappiamo, non è mai neutro: serve a descrivere, ma anche a definire e, talvolta, a escludere. Introdurre e diffondere termini come “cisgender” non è una moda, ma uno strumento per dare pari dignità a tutte le identità. Se fino a pochi anni fa il termine “cisgender” era praticamente sconosciuto, oggi è sempre più usato nei media, nei documenti istituzionali, nei contesti educativi e nei manuali di psicologia.
Conoscerlo e usarlo correttamente contribuisce a costruire una società più rispettosa e attenta alle diversità di ciascuno.
Inclusione e non discriminazione: una sfida per tutti
Essere inclusivi significa riconoscere l’esistenza di molteplici esperienze umane e validarle senza pregiudizi. Parlare di cisgender e transgender aiuta a evitare una visione semplicistica o binaria del genere e contribuisce a contrastare la discriminazione (transfobia, omofobia, sessismo).
Oggi, molte persone transgender subiscono ancora stigma e discriminazioni sul lavoro, nella scuola, in famiglia o nella società, proprio per la difficoltà diffusa di comprendere e accettare vissuti diversi dal proprio.
Ma l’inclusione non è solo un valore astratto: è anche una responsabilità concreta. Ad esempio, nei contesti educativi e lavorativi, sapere cosa vuol dire cisgender e le differenze rispetto ad altre identità può aiutare a prevenire comportamenti discriminatori, promuovere l’accoglienza e facilitare il benessere di tutte le persone.
Psicologo e counselor: il valore di un supporto non giudicante
Davanti a termini nuovi o a vissuti di identità complessi, non è raro sentirsi confusi, incerti o addirittura spaesati. Chiedersi chi si è davvero, o come si riconosce il proprio genere, può generare domande profonde, talvolta accompagnate da paure, insicurezze o pressioni sociali.
Proprio per questo, il ruolo di uno psicologo o, ancora meglio, di un counselor specializzato in identità di genere e sessualità può rivelarsi prezioso. A differenza di quello che molti pensano, il compito del counselor non è “curare” o “aggiustare” qualcuno, ma accompagnare la persona in un percorso di consapevolezza, accettazione e crescita, in modo del tutto non giudicante e rispettoso delle sue unicità.
Rivolgersi a un professionista può essere utile sia per chi sente di voler esplorare la propria identità, sia per i genitori, amici o partner che desiderano capire meglio e sostenere i propri cari.
Un counselor, infatti, aiuta a:
- Esplorare i dubbi sulla propria identità di genere senza giudizio;
- Comprendere la differenza tra orientamento sessuale e identità di genere;
- Migliorare l’autostima e il benessere psicologico;
- Affrontare eventuali discriminazioni o difficoltà sociali;
- Trovare strategie per comunicare le proprie scelte con serenità.
Il valore della non giudicanza
Viviamo in una società che spesso giudica in base a etichette e preconcetti. In questo senso, la figura del counselor rappresenta un punto di riferimento neutro e accogliente, dove è possibile esprimersi liberamente, dare voce alle proprie emozioni e trovare uno spazio di ascolto autentico.
Un percorso di counseling può aiutare anche a superare i propri limiti culturali, offrendo un’occasione preziosa di crescita personale e di apertura mentale.
I nuovi termini e la società in trasformazione: sguardo sociologico
Negli ultimi anni, il vocabolario delle identità e delle relazioni è diventato sempre più ricco e complesso. Termini come cisgender, transgender, non binary, genderfluid, agender e molti altri, riflettono una società in rapido cambiamento, più attenta ai vissuti soggettivi e alle sfumature dell’esperienza umana.
Dal punto di vista sociologico, questa evoluzione rappresenta un vero e proprio salto di qualità. Da una visione rigida e binaria del genere, stiamo passando a una comprensione più flessibile, dinamica e inclusiva.
Tuttavia, la resistenza al cambiamento è ancora forte. Ancora oggi, molte persone reagiscono con fastidio o ironia a termini come cisgender, considerandoli inutili o “troppo complicati”. Ma, come ci insegna la storia, ogni epoca vede nascere nuove parole per raccontare cambiamenti sociali profondi.
Accettare e utilizzare questi termini non significa rinunciare alla propria identità, ma riconoscere che il mondo è molto più vario e ricco di quanto pensassimo.
Educazione, linguaggio e rispetto: il ruolo delle istituzioni
L’educazione gioca un ruolo centrale nella promozione del rispetto e dell’inclusione. Le scuole, le università, i media e le istituzioni pubbliche hanno la responsabilità di informare correttamente, usare un linguaggio appropriato e valorizzare la pluralità delle identità.
Parlare di cisgender e transgender senza imbarazzo o ironia è il primo passo per una società più giusta e meno discriminatoria.
Anche a livello legislativo, negli ultimi anni molti Paesi hanno adottato norme e politiche più inclusive, riconoscendo i diritti delle persone transgender e promuovendo il rispetto di tutte le identità di genere.
Per approfondire, puoi consultare le linee guida del Ministero della Salute sul tema dell’identità di genere e delle differenze.
Conclusione: oltre il “Chi era costui?”

Come Don Abbondio con Carneade, spesso ci troviamo davanti a parole nuove che ci mettono in difficoltà. Ma se impariamo a fare un passo oltre la curiosità iniziale e a informarci con mente aperta, possiamo scoprire mondi, esperienze e storie che arricchiscono tutti.
Sapere cosa vuol dire cisgender, in cosa si differenzia da transgender, come si rapporta con orientamento sessuale e quali implicazioni sociali, culturali e psicologiche porta con sé, è fondamentale per vivere in una società sempre più interconnessa, plurale e inclusiva.
Non vergognarti di chiedere, informarti e, se necessario, affidarti a un counselor o a uno psicologo. La conoscenza è il primo antidoto contro la paura, il pregiudizio e la discriminazione. Solo così possiamo costruire una società davvero aperta, in cui nessuno debba più sentirsi uno sconosciuto o un “costui” davanti alla propria identità.
Se anche tu vuoi dire la tua su questo tema, inviaci il tuo articolo o la tua opinione: saremo felici di leggerla e magari pubblicarla!