L’Azzecca Garbugli e gli avvocati di oggi: tra fiducia e disinformazione

Introduzione: Manzoni e il primo Azzecca Garbugli

Se in Italia c’è una categoria professionale che da secoli divide, affascina e al contempo spaventa, quella è senz’altro quella degli avvocati. Non a caso Alessandro Manzoni, ne I Promessi Sposi, scolpisce per sempre nell’immaginario collettivo il ritratto dell’Azzecca Garbugli, l’avvocato che accoglie il povero Renzo tra pergamene e codici, lo illude con paroloni in latino, e infine lo scaccia in malo modo quando capisce che il caso non conviene trattarlo.

Quel personaggio, credetemi, non è rimasto confinato alla penna del Manzoni. No, l’Azzecca Garbugli è vivo e vegeto, con lo smartphone in mano e lo studio arredato in stile minimal. Non porta più la parrucca incipriata, ma sfoggia occhiali firmati; non conserva capponi nel retrobottega, ma parcelle in formato PDF. E, soprattutto, non sempre si informa davvero prima di dare consigli.

Il problema eterno: perché non si informano?

La domanda sorge spontanea: perché alcuni avvocati preferiscono “buttarla lì” anziché controllare prima di parlare? Non stiamo parlando di onniscienza — nessuno pretende che conoscano ogni singola norma, ogni circolare, ogni sentenza della Cassazione. Il diritto è sterminato, multiforme, in continuo divenire.

Eppure, proprio per questa vastità, ci si aspetterebbe prudenza, studio, approfondimento. Un buon avvocato, prima di rispondere, dovrebbe quantomeno dire: “Mi riservo di verificare, le faccio sapere”. Ma il vezzo di alcuni — non tutti, beninteso — è quello di vestire i panni dell’oracolo di Delfi, dispensando soluzioni pronte, a volte improvvisate, spesso sbagliate.

L’autorità dell’avvocato nell’immaginario

Qui il discorso si fa sociologico. Perché noi cittadini, spesso, beviamo ogni parola che esce dalla bocca del legale? Perché, nel nostro immaginario collettivo, l’avvocato è colui che sa, che domina i codici, che può salvarci da guai cui non sapremmo mai rimediare da soli.

Un avvocato non è solo un professionista: è un totem, un custode dei segreti della legge. Quando ci troviamo davanti a una separazione, a un’assicurazione che ci nega un risarcimento, a un cliente che non salda una fattura o a un condominio che ci chiede cifre stellari per conguagli incomprensibili, eccoci lì: smarriti, pronti a consegnare fiduciosi la nostra causa a chi “ne sa di più”.

E così, come Renzo davanti all’Azzecca Garbugli, ci lasciamo ammaliare da discorsi forbiti, persino quando contengono errori grossolani.

Il divorzio “con due avvocati”

Divorzio

Prendiamo il caso del divorzio. Immaginate due coniugi che, dopo anni di separazione consensuale, senza figli minori né maggiorenni a carico, si rivolgono a un avvocato per chiudere la partita. E cosa si sentono dire? Che servono non uno bensì due avvocati, uno per parte.

Il povero cittadino, ignaro, annuisce. Non sa che la legge consente, dal 2014, di divorziare direttamente davanti all’ufficiale di stato civile con una dichiarazione semplice e meno di cento euro di spese. Altro che doppia parcella!

Il bello è che la soluzione legale è persino più rapida. Ma naturalmente, all’Azzecca Garbugli contemporaneo, quella scorciatoia non conviene. E allora meglio suggerire il teatrino di due studi legali, due firme, due parcelle.

E qui le domande, inevitabili, fioccano: perché non informare i clienti? Perché tacere l’alternativa economica e trasparente?

L’assicurazione e il risarcimento “fantasma”

Secondo caso: l’assicurazione. Avete subito un incidente, tutto documentato. Vi rivolgete all’avvocato, speranzosi che vi aiuti a ottenere il giusto risarcimento. E lui cosa fa? Vi dice che sarà una lunga battaglia, ma che conviene intentare subito causa, con i tempi e i costi del caso.

Peccato che, con un minimo di aggiornamento, avrebbe scoperto che esistono procedure di conciliazione obbligatorie, strumenti ADR (Alternative Dispute Resolution), perfino piattaforme online che riducono drasticamente tempi e spese.

Ma l’Azzecca Garbugli moderno, spesso, non le cita. Perché? Forse per abitudine, forse per convenienza economica, forse per quella pigrizia intellettuale che trasforma un professionista in un burocrate con toga. Risultato: il cliente si trova a intraprendere un’odissea giudiziaria che poteva risolversi con una semplice istanza.

Il condominio e i conguagli “stellari”

Altro esempio che rasenta la farsa: i conguagli condominiali. Ti arriva una richiesta di 2.500 euro per spese straordinarie di cui non hai mai sentito parlare. Allarmato, corri dall’avvocato. E lui? Ti dice che non c’è nulla da fare, che devi pagare, punto.

Ora, chiunque abbia dato un’occhiata (anche distratta) alle norme condominiali sa che ci sono limiti, che ci sono modalità di impugnazione delle delibere, che il diritto di contestare non svanisce nel nulla. Ma se il legale non si informa, o se evita di approfondire, ecco che il cliente paga, ingoiando il boccone amaro.

In questo caso non si tratta solo di soldi. Si tratta di un principio: un cittadino non può essere lasciato senza difesa da chi dovrebbe rappresentarlo.

Azzecca Garbugli ieri e oggi

Avvocato scaltro

Il parallelo col personaggio manzoniano è inevitabile. L’Azzecca Garbugli ieri sventolava codici e citava il latino; quello di oggi brandisce sentenze scaricate da internet e parla di “giurisprudenza consolidata”. In comune hanno la stessa caratteristica: l’arte di far credere al cliente di essere onniscienti, senza in realtà aver verificato nulla.

I danni degli errori legali

Gli errori in campo civile producono danni economici, certo: una parcella salata, una causa persa, un risarcimento mancato. Ma se lo stesso approccio pressappochista lo si applica al penale, alla sanità o alla finanza, le conseguenze diventano drammatiche: si gioca con la libertà, con la salute, con la vita stessa delle persone.

Ecco perché la mancanza di aggiornamento non è una colpa veniale: è una violazione etica.

Il dovere etico di aggiornarsi

L’avvocato, come il medico e il consulente finanziario, appartiene a quelle professioni intellettuali che reggono interi pezzi della società. Non è un lavoro qualsiasi, è una missione regolata da un ordine professionale.

E questa missione comporta doveri chiari:

  • Studiare il caso con scrupolo.
  • Aggiornarsi costantemente.
  • Informarsi prima di proporre soluzioni.
  • Dire la verità, anche quando è scomoda.

Perché non ci si può difendere da soli?

Molti cittadini, frustrati da queste esperienze, si chiedono: “Ma non sarebbe meglio difendersi da soli?”. La legge italiana, salvo piccole eccezioni, lo vieta. Il che, in teoria, dovrebbe garantire che ogni cittadino sia assistito da un professionista.

In pratica, però, se quel professionista è un Azzecca Garbugli, il divieto rischia di diventare una condanna.

Come distinguere il buon avvocato dal cattivo

Ecco allora qualche indicazione pratica:

  • Il buon avvocato non teme di dire “non lo so”.
  • Porta prove e fonti, non chiacchiere.
  • Non consiglia sempre la soluzione più costosa.
  • Parla chiaro, senza nascondersi dietro al gergo.
  • Dimostra aggiornamento continuo con corsi, articoli, pubblicazioni.

Il cattivo, invece, vi travolge di parole, evita di entrare nei dettagli, vi confonde e vi lascia con più dubbi di prima.

Fidarsi, ma con giudizio

La figura dell’avvocato resta imprescindibile. Nelle nostre vite, prima o poi, tutti ci ritroviamo a dover ricorrere a un legale: per un divorzio, per un condominio litigioso, per un’assicurazione testarda, per una fattura non pagata.

La lezione, però, è chiara: non affidiamoci ciecamente al primo che capita. L’Azzecca Garbugli è sempre dietro l’angolo, pronto a trasformare un problema in un labirinto.

Il cittadino informato, invece, può scegliere con maggiore consapevolezza, evitando brutte sorprese.

Avvocato digitale

Dalla letteratura alla realtà: il valore dell’informazione

La storia dell’Azzecca Garbugli ci insegna che non basta la toga per garantire competenza. Oggi più che mai, con le tecnologie a disposizione, un avvocato serio non ha scuse: può e deve verificare prima di parlare. La responsabilità è doppia, perché in gioco non c’è solo il portafogli dei clienti, ma la loro fiducia nelle istituzioni. Esistono oggi diversi strumenti di ausilio quali il portale: Normattiva per chi volesse approfondire con fonti certe e ufficiali, mette a disposizione preziosi strumenti per non cadere vittima di nuovi Azzecca Garbugli.

Se anche tu vuoi dire la tua su questo tema, inviaci il tuo articolo o la tua opinione: saremo felici di leggerla e magari pubblicarla!

Lascia un commento